Sospensione dei cicli di trattamento

In caso di inadeguato reclutamento e crescita dei follicoli ovarici oppure in caso di rischio di iperstimolazione ovarica o altro, se il medico lo ritiene opportuno, tutti i programmi terapeutici intrapresi per una delle tecniche di fecondazione assistita, possono essere sospesi.

Possibili effetti psicologici conseguenti all’applicazione della tecnica

La condizione di infertilità crea di per se uno stato di malessere psicologico che può aggravarsi durante il percorso diagnostico terapeutico. I trattamenti per l’infertilità richiedono grandi energie psicologiche senza altresì garantire il risultato. L’equilibrio personale e della coppia può risentirne in maniera importante e la delusione conseguente al fallimento (soprattutto se ripetuto) può sfociare in depressione, con tutte le conseguenze individuali e relazionali. Per quanto riguarda lo sviluppo psico-affettivo del nuovo nato, i dati della letteratura sembrano confermare che non sia diverso da quello dei nati da concepimento spontaneo.

L’uso dei farmaci per la stimolazione ovarica

Anche se non esiste a tutt’ora  l’evidenza clinica di questo potenziale effetto collaterale , non è possibile escludere con certezza che l’uso dei farmaci utilizzati per la stimolazione ovarica sia correlato con un aumento di rischio di tumori alle ovaia ed al seno.
La stimolazione farmacologica espone ad un rischio, pari all’ 0.6%, di insorgenza della sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) severa. Qualora la risposta alla stimolazione fosse considerata ad alto rischio, può rendersi necessaria la sospensione del ciclo. Qualora i primi segni clinici o di laboratorio suggestivi di un aumentato rischio compaiono solo dopo il prelievo di ovociti o la fecondazione degli stessi, può essere adottata la misura preventiva di crioconservazione di tutti gli ovociti e/o embrioni ottenuti (articolo 14, comma 3 della Legge 40/2004) in quanto l’insorgenza di una gravidanza è un fattore scatenante della OHSS. Il trasferimento verrà quindi programmato non appena possibile, in cicli successivi non stimolati, utilizzando la convenzionale terapia estro-progestinica per la preparazione endometriale.

Prelievo di ovociti

Viene generalmente eseguito con l’esecuzione di anestesia locale e di sedazione farmacologia endovenosa, implicando i rischi generici della procedura anestesiologica. Indipendentemente dalla corretta esecuzione del prelievo di ovociti, esiste un rischio pari allo 0.1% di lesioni di organi interni (perforazione con ago di anse intestinali, della vescica, o di vasi sanguigni, sanguinamento dall’ovaio, sede del prelievo di ovociti). L’entità di tali complicanze in rarissime occasioni può anche comportare l’esecuzione di un intervento chirurgico riparatore. Sono inoltre riportati casi di ascessi ovarici e peritoniti con conseguente trattamento medico e/o chirurgico. Il prelievo degli ovociti può raramente (0.4% dei casi) esitare nel mancato recupero di ovociti e/o nel recupero di ovociti immaturi o degenerati, non utilizzabili per l’inseminazione con conseguente fallimento totale del trattamento.

Trasferimento degli embrioni in utero

Esiste un rischio di circa il 2% di insorgenza di gravidanza tubarica  che può comportare anche la necessità di procedere all’asportazione chirurgica della tuba. Il trasferimento di più di un embrione può esitare in una gravidanza multipla, con conseguente aumentato rischio di patologie durante la gravidanza (diabete, ipertensione, gestosi, parto pre-tremine, rottura prematura delle membrane ecc.) e la necessita quasi sempre di ricorrere ad una taglio cesareo.

Possibili rischi durante la gravidanza e per il/i nascituro/i derivanti dalla tecnica

L’eventuale instaurarsi di una gravidanza può aggravare patologie già presenti nel soggetto (diabete, cardiopatie, nefropatie ecc.) in misura analoga ad un concepimento naturale ed in maggior misura in caso di gravidanza multipla. Se un partner è portatore del virus dell’epatite B o C, vi è la possibilità che venga trasmesso al prodotto del concepimento e che questo sviluppi la cirrosi. In caso di gravidanza plurigemellare, il rischio di parto pre-termine di neonati immaturi è elevatissimo con conseguente aumentato rischio di mortalità (4%) perinatale o di deficit fisici e psichici nel successivo sviluppo dei nati. I dati della letteratura, anche se non perfettamente concordi, indicano un aumento del rischio di malformazioni nei nati da PMA rispetto ai nati della popolazione generale. I nati da ICSI per un fattore severo di infertilità maschile hanno un aumentato rischio di alterazioni cromosomiche . L’aumento sembra essere più correlato alla alterata qualità dei parametri seminali che non alla tecnica ICSI di per sé
Esistono esami diagnostici (prelievo di villi coriali e amniocentesi) in grado di mettere in evidenza la maggior parte di anomalie cromosomiche durante la gravidanza.

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